Zappalà
Zappalà, alchimia tra manager e famiglia.
Famiglia forte, capace di traghettare l’azienda fino alle nuove generazioni. Con un unico punto fisso da sempre: credere in un prodotto siciliano artigianale. Tanti momenti difficili affrontati con una coesione fuori da ogni standard di organizzazione aziendale. Il nucleo: una famiglia numerosa, d’altri tempi, con dentro anche figli e nipoti (ma niente moglie e mariti). Tutti accomunati dalla volontà di portare avanti da oltre mezzo secolo il sogno di un prodotto artigianale totalmente siciliano. Un fortissimo orgoglio comune ha amalgamato i diversi caratteri dei componenti della famiglia. Spigolature e punti di vista differenti sono andati in secondo piano, portando ad affermare un’organizzazione del lavoro incredibilmente competitiva e capace di crescere sia come organico che come fatturato, fino ad arrivare a livelli di struttura internazionale.
“Presentare gli obiettivi raggiunti, i successi e le sconfitte, sempre uniti, sempre con un’unica voce all’unisono, ci ha compattati come nucleo dirigenziale” racconta Rossano Zappalà, direttore marketing. “Siamo dinosauri anche nella comunicazione, dove ci piace apparire sempre uniti”. Azienda familiare, dove l’aggettivo “familiare” è una caratteristica rivista e modernizzata del termine, in quanto prevede la convivenza delle quelle figure manageriali che da oltre un decennio sono vere e proprie colonne aziendali. Cuore e sede legale a Ragusa, in terra d’Etna per arrivare in ben 22 paesi nel mondo. Il Giappone ad esempio, dove ogni giorno vengono sfornate oltre 15 mila pizze con la mozzarella che nasce tra lo Ionio e il Vulcano. Settacinque milioni di litri di latte lavorato, che portano la produzione a tre milioni e mezzo di chili di mozzarelle, oltre due milioni di formaggi e un milione di ricotta. Numeri oggi impressionanti come i 600 chili di fiordilatte venduti settimanalmente a Dubai.
Numeri che partono da lontano, dal 1973 quando l’intuizione geniale di papà Alfonso ha portato alla creazione di un laboratorio artigianale, per poi trasformarsi nel 1986 in una vera e propria industria alimentare. Un’industria che continua a crescere nel mondo ma che ha fatto della ricerca e del ripristino degli antichi sapori due delle colonne aziendali. Nuove linee di produzione hanno recentemente “recuperato” il pecorino siciliano DOP, uno dei formaggi più antichi d’Europa, citato pure nell’Odissea di Omero. Si ascoltano le idee dei propri collaboratori a tutti i livelli. Un’azienda con dinamiche interne e di comunicazioni molto genuine e poco patinate.
Così negli spot televisivi dell’azienda a presenziare non ci sono andati modelli o attori ma direttamente i protagonisti ma la famiglia Zappalà. Mettendoci la faccia e senza recitare delle parti da copione. Fondamentale è rimanere in contatto con il mercato, ma anche con la massaia e con gli chef. Mariangela Zappalà, figlia di Salvatore, sottolinea con orgoglio le collaborazioni nel canale Ho.Re.Ca di associazioni siciliane e nazionali di cuochi e pasticcieri. Il contatto con gli chef va mantenuto per avere sempre un polso concreto di dove indirizzare la ricerca aziendale sui prodotti.
Alle pendici del vulcano attivo più alto d’Europa c’è lo stabilimento di Zafferana Etnea. Pur essendo una zona industrializzata, arriva forte il piacevole impatto dei forti odori siciliani delle materie prime caserecce. A Ragusa, dove vengono prodotti i formaggi tipici, a Caltanisetta dove ha luogo il confezionamento del latte fresco e di quello a lunga conversazione oltre che alla panna. Luoghi dove si respira aria di casa, aria di famiglia. Tanto arcaica quanto progressista. Una famiglia che ha puntato sulla antichità dei valori di unione e sulle tecnologie e strumenti più avanzati. Luigi Zappalà, Direttore Generale, si infervora quando gli parlano di nepotismo aziendale. “Qui da noi non ci sono corsie preferenziali. Fratelli, figli, nipoti e dipendenti sono tutti uguali. Il mercato internazionale non ci consente di lavorare con queste metodologie retrograde. Se siamo tra le principali aziende del lattiero-caseario italiano il segreto è nell’equilibrio e nell’armonia di competenze che abbiamo raggiunto al nostro interno”.