Pasta Cuomo
Cuomo, pastai artigiani dal 1820.
Lasciare la strada certa, fatta di affermazioni, carriera, continue soddisfazioni e guadagni, per l’incertezza. Un angelo custode ha guidato Amelia ed Alfonso in un cambio di strada epocale. Epocale per loro, i fratelli Cuomo, ma anche per la loro terra: Gragnano. Ritornare a far vivere la storia dei propri antenati. È tornare a vivere. Il desiderio di tornare a casa. Amelia, dopo tanti anni di Roma “patinata”, cosi come Alfonso, dopo un lungo periodo da top manager nella cosmopolita e super moderna Londra. Contro tutte le difficoltà e i disagi di fare impresa nel profondo Sud italiano. Dopo anni di super carriere, la voglia di ritrovare sé stessi attraverso il ritorno alla “scrittura” del Risorgimento della propria famiglia storica. Ridare vita a Pasta Cuomo riscoprendo le radici ormai perdute da oltre un secolo. La famiglia pastaia più antica di Gragnano. Sotto due dita di polvere. Cancellata dal tempo. Una “Pompei imprenditoriale” dove il tempo ha sommerso capacità, abilità e segreti artigianali unici per quel periodo. Sommerso ma non distrutto. Per ritrovare quel mondo congelato, è servito un immane lavoro a ritroso. Fatto di minuziose ricerche attraverso lo studio di documenti storici difficili anche solo da scovare. Non da soli, però, in questa avventura quasi impossibile. La famiglia si è subito stretta a loro, in primis il papà Mariano e la mamma Giosy. Sbobinare racconti e aneddoti durante infinite cene famigliari fatte di tanto calore, sorrisi e serenità che solo il Sud Italia può offrire a tavola. Ripercorrere a ritroso sei generazioni. Sei generazioni tenute insieme dai maccheroni. Quello che sapevano fare. E molto bene. Radici profonde che partono dal 1820 con l’inizio dell’attività di paste alimentari trafilate al bronzo.
I fratelli Antonio, Crescenzo e Nicola presero in affitto alcuni mulini ad acqua di proprietà dei marchesi Quiroga per incrementare la produzione. Il palazzo di famiglia Cuomo, situato a Gragnano nella centralissima via Roma, divenne la sede di uno dei più moderni pastifici dell’epoca. Circondata da monti e allo stesso tempo vicino al mare. E un acqua sorgiva unica. Un quadro invariato da oltre 200 anni. Amelia ne parla con venerato rispetto del suo territorio, ossequiosa e in ascolto da sempre. Dal primo momento che i fratelli Cuomo hanno deciso di fare impresa con lo stemma antico di famiglia, sapevano che dovevano puntare a curare la lavorazione della pasta di semola attraverso una lavorazione lenta ed accurata, seguendo i segreti dei maestri pastai delle antiche generazioni.
Il progetto Cuomo è un perfetto connubio tra la riscoperta e il rispetto di ricette antiche uniche, ma anche di un approccio al marketing aziendale all’avanguardia. Rendere Gragnano luogo di turismo. Un omaggio che la famiglia Cuomo fa costantemente grazie all’apertura di un museo unico nel suo genere, dove è possibile fare un esplorazione virtuale dell’antica fabbrica, alla scoperta dei processi produttivi di un tempo. Scuole di cucina con divertenti cooking class, degustazioni, tour aziendali ma anche l’emozione di dormire in un antico pastificio con uno splendido B&B dentro all’edificio del 1800. Entrare appieno nell’anima autentica di un luogo unico in modo da vivere un esperienza che abbracci tutti i sensi. Ventisette tipologie di pasta. Pasta lunga: linguine, fusilli col buco, mafalde, spaghettoni, ziti, fusilloni. Pasta corta: rigatoni, caserecce, conchiglioni, lumaconi. E poi le paste speciali, dove la tradizione e la fantasia s’incontrano: treccione, penne a triangolo, cappelli dello chef o scialatelli col buco. Per ognuno di questi prodotti una ricerca meticolosa delle ricette di una volta. Andando spesso contro le logiche della produzione industriale, fatta di saving (risparmio) sulle materie prime e sui tempi della manodopera.
Un sorriso caldo quello di Amelia. Durante i diversi incontri ci parla di un prodotto difficile da far capire alla massa. “Chi compra Cuomo spesso è perché vuole ritrovare i sapori persi di una volta, per un cliente che riconosce la nostra storia e il nostro modo di andare piano a fare le cose. A noi costa davvero tanto produrre coi tempi e le cure del passato. E non vogliamo prendere scorciatoie. Siamo i sarti della pasta, e non saremo certo noi dell’ultima generazione ad andare contro il DNA famigliare dei Cuomo”, spiega con piglio elegante ma con fermezza la giovane Amelia. Sei dipendenti, una piccola famiglia dove ognuno lavora gomito a gomito. Fatturato nel 2021 di circa 300.000 euro. Sempre in crescita. E utili sempre reinvestiti. In progetti nuovi, convegni, migliorie nel museo del B&B, nello studio di nuove ricette. Nulla di statico a Gragnano sotto il tetto dei Cuomo. Energia e voglia di fare che si propaga da via Roma in tutto il Paese. Ai suoi abitanti, che hanno seguito con curiosità la rinascita di uno stemma familiare dalla secolare storia e colonna del Paese. Una curiosità dei compaesani che si è trasformata in un caloroso abbraccio e continuativo supporto reciproco. Ogni anno in più di attività della rinata Cuomo corrispondeva a un gesto d’amore tangibile verso il Paese di Gragnano.
Piano piano da Cenerentola della Campania, ignorata dal turismo, a diventare una meta per gli amanti della buona cucina. Turisti della gastronomia che non si possono a far sfuggire l’occasione d’imparare a fare la pasta coi segreti di 200 anni fa. “Sembra di ricevere un regalo di corte con quel packaging cosi ricercato e aristocratico dominato dal logo Cuomo, sempre più sinonimo di alta qualità, rivolto agli intenditori della pasta”: questo il comune pensiero di chi ha comprato on-line dall’efficiente sito aziendale. Dietro ai sorrisi e alla spontanea e calda gentilezza di Amelia, riconducibili a galanterie d’altra epoca, c’è una strategia d’internazionalizzazione estremamente oculata e raffinata. No alla grande distribuzione, solo vendite a shop di alta gastronomia. In giro per l’Italia e ora sempre più in Europa e Stati Uniti. Ristoranti stellati in giro per il Mondo, con chef che espressamente cucinano la pasta solo con le confezioni Cuomo. Un passaparola di cotture perfette, porosità adeguate a certi sughi ricercati. Propagazione commerciale lenta ma capillare nelle cucine che contano e fanno tendenza. Non c’è fretta. Non c’è la corsa al fatturato per l’azienda, che si autosostiene. Gestirà la sua crescita, mettendo al centro le sue persone, i suoi collaboratori e le loro esigenze. Cosi come è stato dal primo giorno di apertura.
L’arte di fare cultura col “buono” sano e tradizionale (coi sapori unici del passato, giorno dopo giorno, attraverso un’immersione costante nella ricerca della propria storia) non ha tempi dettati dal mercato. Lo sanno bene i Cuomo, che costantemente sono in ascolto dell’artigianalità e della cura del prodotto di un tempo. Amelia e la sua nobile, amabile arte di comunicare le emozioni di sei generazioni custodite anche loro nello scrigno di una pasta che è famiglia.